Sull’ubicazione (sbagliata) dell’isola ecologica hanno ragione Schiappa e la minoranza consiliare

Comunicato Stampa dell’Associazione Mondragone Bene Comune

Sulla polemica che si è innescata tra la minoranza consiliare dell’ex sindaco Giovanni Schiappa e l’Amministrazione a guida Virgilio Pacifico a proposito del sito scelto da quest’ultima per ubicare una specie di isola ecologica, alcuni amici hanno sollecitato il nostro parere.

A giudizio dell’Associazione Mondragone Bene Comune (per quel pochissimo che conta) la minoranza consiliare di Giovanni Schiappa ha ragione da vendere.

In questa circostanza non intendiamo neppure sfiorare gli enormi problemi connessi con il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani né le croniche inefficienze del sistema e le gravi mancanze gestionali, limitandoci esclusivamente a giustificare perché ancora una volta il sindaco Pacifico e la sua mala amministrazione si siano dimostrati del tutto incapaci. Ma, soprattutto, ignari della nostra storia e di ciò che di essa rimane. E’ come se questa esperienza amministrativa partita nel lontano 2017andasse avanti per inerzia, senza conoscere minimamente il passato. Come si sa, dovrebbe vigere la regola della continuità amministrativa. Eppure,  Virgilio Pacifico ed i suoi (assessori, consiglieri, consigliori ) sembrano penosamente agire con la ruspa, ignorando anche quel poco (o tanto) che di buono nel passato è stato conquistato (salvato). E veniamo all’oggetto della disputa. In quell’area (Panetelle) nel corso di uno scavo sistematico a partire dalla fine degli anni sessanta (iniziati anche per scongiurare scavatori clandestini) fu portato alla luce  il podio di un tempio di m 18 per m 15 (così si legge nel decreto) con strutture in opus incertum databile al II secolo A.C. inoltrato. Un tempio costituito da un ampio pronao tetrastilo con la pars postica a cella centrale ed ali laterali chiuse con ambienti nella parte di fondo. Inoltre, a sud del tempio furono portate alla luce avanzi di strutture murarie facenti parte probabilmente del recinto sacro o dei servizi annessi al santuario e un grande ambiente con pavimentazione di cocciopesto, a metri 20 ca ad est del santuario, da riferire alla fase più recente del santuario stesso. Nel riempimento e intorno all’area del santuario fu inoltre trovata una grande massa di materiale votivo fittile e di ceramica databile prevalentemente tra il VI e il III secolo A.C., statuette arcaiche d’impasto, frammenti di sculture fittili di grandezza naturale del IV-III secolo A.C. e uno scarabeo di corniola etrusco della prima metà del V secolo A.C. (i materiali rinvenuti durante le campagne di scavo e quelli recuperati a seguito dell’azione dei clandestini effettuate in tutta l’area del santuario di Panetelle, sono custoditi in gran parte presso i depositi della Sovrintendenza nel Comune di Sessa Aurunca, una parte di essi è conservata nei depositi della Sovrintendenza presso il Museo di Santa Maria Capua Vetere e presso il Museo Civico Archeologico di Mondragone, oltre ad un gruppo di materiali custoditi presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli). Ritrovamenti  che spinsero il Ministro per i Beni Culturali e Ambientali a decretare il 5 giugno 1982 l’intera area  di “importante interesse archeologico ai sensi della legge 1/6/1939, n. 1089”, sottoponendola quindi a tutte le disposizioni contenute nella citata legge. Chi ci segue sa che da sempre siamo critici sulle attività di scavo che da decenni vengono portate avanti nel nostro territorio. E questa storia ci esime dal dover aggiungere altro. Così come null’altro ci resta da aggiungere per dimostrare l’assurdità di ubicare in quell’area una specie di isola ecologica.

Per gli approfondimenti del caso

https://polygraphia.it/wp-content/uploads/2019/10/Polygraphia-2019-10-Auzino.pdf;

https://polygraphia.it/wp-content/uploads/2019/10/Polygraphia-2019-11-Lanzi.pdf;

http://www.righel40.altervista.org/Panetelle/pan.htm