L'ufficio stampa della Corte fa sapere che “al termine della discussione le questioni sono state dichiarate non fondate. La Corte ha escluso che il divieto in questione (che comunque consente la ricandidabilità

dopo un quadriennio di sosta) violi il diritto di elettorato passivo degli iscritti e ha considerato che la norma censurata realizza un ragionevole bilanciamento con le esigenze di rinnovamento e di parità nell’accesso alle cariche forensi.

La Corte ha inoltre ritenuto che la disposizione censurata non ha carattere retroattivo, come già affermato dalle sezioni unite della Corte di Cassazione (sentenza numero 32.871 del 2018). La sentenza sarà depositata nelle prossime settimane”.

Non è stata ancora depositata  la sentenza e quindi non si conoscono le motivazioni della sentenza che mette il sigillo di costituzionalità sia alla legge 113 del 2017 che prevede il divieto  di terzo mandato consecutivo per consiglieri circondariali forensi sia alla norma prevista dal decreto legge n.2/2019 ma  ci sembra che il richiamo esplicito alla sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite n.32871/2018 non possa dare adito a dubi su quelle che saranno appunto le motivazioni.

Chiaro che la soddisfazione dei tre avvocati di Savona, Carla Giuliani, Lucrezia Novaro e Giovanni Sanna, sono più che soddisfatti del risultato ottenuto dal reclamo da loro presentato avverso l'avvenuta candidatura e successiva elezione nel loro COA di ben cinque avvocati che in barba alla sentenza a sezioni unite della Cassazione ed alle norme citate. Al COA Sammaritano tutto ciò non si è verificato in quanto la commissione elettorale sembra aver bloccato candidature di consiglieri che avrebbero potuto trovarsi inn condizion di incandidandibilità.

Ciononostante ci sono stati ricorsi ancora pendenti nnanzi al CNF che, a quanto sembra, continueranno anche dopo la pronuncia della Corte Costituzionale, di cui ripetiamo siamo in attesa di leggere la sentenza e le motivazioni. Intanto sembrano proprio ridotte al lumicino le speranze di Dignità Forense e dei consiglieri ricorrenti e scongiurate, il forse è d'obbligo, nuove elezioni forensi. Non è poco!