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Si è celebrato il 17 aprile ultimo scorso il primo Consiglio dell'Ordine dell'era Russo ed è doveroso evidenziare innanzi tutto che lo stesso si è potuto celebrare solo grazie allo spirito di servizio  che la compagine dei Consiglieri di Dignità

del Vecchio PannoneForense -rimasti al loro posto, sebbene di fatto all'opposizione dopo l'ormai ben noto “ribaltone”- ha mostrato verso la Classe forense, essendo venuto meno quasi fin da subito il numero legale in capo alla nuova maggioranza, in quanto i suoi componenti, per svariati motivi personali, si sono allontanati dalla sala Consiliare.

All'ordine del giorno sottoposto è da evidenziare la inidoneità e la carenza di argomentazioni della relazione della Tesoreria, Avv. Annamaria Sadutto, che si è limitata a chiedere la conferma della quota associativa da parte degli avvocati e delle modalità di pagamento della stessa con il sistema bancario "cbill", di contro il consigliere Emilia Borgia, della compagine Dignità Forense, ha proposto, invece, di abbassare la tassa annuale agli iscritti sulla scorta della circostanza che oggi il consiglio non garantisce più, a differenza del passato, un servizio online di consultazione gratuita, atteso che il COA ha risolto la convenzione con “lextel quadra”.

Quest’oggi, infatti, l’iscritto che intende avvalersi del medesimo servizio deve affrontare costi annui per € 25,00 per il che il mancato servizio precedentemente garantito (ed oggi a carico del singolo avvocato), non può che trovare giusta eco nella conseguente ed opportuna decurtazione della quota annuale.

Il Consigliere Tiziana Ferrara, sempre del gruppo Dignità Forense, replicando alla tesoriera Sadutto, che rivendicava la bontà della propria scelta di lasciare inalterata la quota, perché già contenuta rispetto ad altre omologhe, ha evidenziato che la congruità di una quota è direttamente proporzionale ai servizi che il Consiglio garantisce ai propri iscritti.

Il Consigliere Avv. Verrillo ha, altresì, evidenziato che a tutt'oggi non è dato sapere l'effettivo saldo della sostanze dell'Ordine, nonostante i ripetuti solleciti da parte del gruppo Dignità Forense fin dall'originario insediamento del Tesoriere, richieste vane ed inascoltate.

 

La compagine di Dignità Forense ha espresso il proprio orientamento contrario anche in ordine alla conferma della modalità di pagamento perché l’introduzione del sistema Cbill, come si evince da una semplice lettura dei rendiconti 2018 e previsione 2019, questo sistema di riscossione ha di fatto aumentato l'evasione che è incrementata di oltre il 30% rispetto all'anno precedente, in quanto tale sistema di pagamento on line, cheFERRARA ha sostituito la cartella esattoriale cartacea, ha creato non pochi disservizi ai Colleghi sia per i diversi importi richiesti per il pagamento dai vari istituti di credito sia perché, data la sua immaterialità, ha favorito la dimenticanza della scadenza del tributo; il sistema del Cbill, inoltre, lascia irrisolto il problema del recupero coattivo verso i morosi, con ulteriore aggravio di spese per la Classe.

Il Consigliere avv. Fernanda d'Ambrogio ha proposto di inserire al prossimo ordine del giorno la pubblicità dei verbali consiliari sul sito istituziuonale dell'Ordine, usanza già adottata in molti altri fori, atta a rendere di pubblico dominio tutte le delibere adottate, innanzi tutto al fine di regolarizzarsi con il d.lgs. 14 marzo 2013 n.33( cd. Decreto trasparenza), ma soprattutto per un dovere morale ed etico nei confronti dei colleghi di tutto il Foro sammaritano.

È stata fissata la data per l'approvazione per il 18-19 giugno, benché il consiglio non abbia ancora approvato il bilancio, stante la mancanza della relativa proposta da parte del Tesoriere, e l'elezione del Comitato Pari Opportunità fissata per i giorni 11-12 giugno.

La nuova maggioranza, che si è determinata a seguito del ribaltone, vede alleati coloro i quali hanno di fatto perso le elezioni, che, unendosi tra loro, hanno sovvertito la volontà elettorale, eleggendo come Presidente il candidato meno votato tra coloro che aspiravano alla carica, nonostante il risultato elettorale abbia certificato quali vincitori anche morali la squadra di Dignità Forense, la cui leader Avv. Angela Del Vecchio, benché esclusa, è risultata essere la più votata in assoluto.

E’ opportuno sottolineare che tale maggioranza si regge su numeri davvero risicati, un solo voto di maggioranza, ma bisogna anche evidenziare - e questo è venuto chiaramente fuori durante il Consiglio tra più battibecchi tra il Presidente avv. Russo e l'avv. Sticco, che più volte nel corso della seduta ha invocato verso i componenti della maggioranza il rispetto dei patti, alludendo più o meno velatamente ai suoi giudizi e quelli della figlia in corso contro la Fondazione - che il vero collante è quello innanzi tutto di ripristinare la vecchia e clientelare gestione della Fondazione, dove, di contro e correttamente, il Presidente avv. Antonio Mirra, unitamente al Consiglio di amministrazione uscente, ha fatto piazza pulita di tutte le spese e collaborazioni professionali inutili, che depauperavano oltremodo ed ingiustificatamente le casse, ma altro collante, non meno forte, è quello che di fatto, ma non detto pubblicamente, era il vero programma elettorale di Avvocati 4.0, Avvocatura del Fare, veri artefici del ribaltone, ed Unione, e cioè l'eliminazione e neutralizzazione degli avversari in quanto tali, con ogni mezzo e con qualsiasi scellerato compromesso, peraltro lo stesso più volte comicamente e brutalmente dissimulato in campagna elettorale.

A chiusura della seduta i Consiglieri di Dignità Forense hanno fatto mettere a verbale che solo il senso di responsabilità verso la Classe ha impedito loro di allontanarsi e di far andare deserta la seduta fin dalla prima riunione del nuovo consiglio, visto che la nuova maggioranza non ha garantito il numero legale.

 


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