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La circolazione di una nota, firmata da coloro che si candidarono al C.O.A. col gruppo denominato “Dignità Forense”, con invito a votare contro il bilancio consuntivo 2018 e preventivo 2019, merita una serie di

precisazioni. Va premesso che viviamo una fase delicata, a livello nazionale e locale, per l’Avvocatura e non solo: strumentalizzare l’approvazione di bilanci di un ente pubblico non economico muniti (per la prima volta) di confortante parere dei Revisori dei conti (organo terzo nominato dalla Presidenza del Tribunale) col solo fine di provocare nuove elezioni e dare soddisfazione ad ambizioni personali che già avevano portato all’accusa di un voto falsato, accusa caduta in tutte le sedi giudiziarie, si dovrebbe commentare da sola.

Tuttavia, poiché per raggiungere il non dichiarato fine, come detto, si strumentalizza il bilancio, va osservato:

  1. Il parere favorevole dei Revisori è doppio: fu già rilasciato sulla prima bozza con osservazioni e, alla luce dell’immediato accoglimento delle osservazioni, fu confermato con maggior plauso.

  2. L’iter per la nomina del Collegio fu avviato su pressione (documentata) dell’attuale Tesoriere Avv. Sadutto, pochi giorni dopo l’insediamento.

  3. Si è giunti all’approvazione in novembre proprio per potere, per la prima volta nella storia dell’Ordine, presentare bilanci revisionati (la nomina dei Revisori avvenne in maggio e l’accettazione in giugno, i tempi per il lavoro sono stati quindi persino rapidi).

  4. E’ vero che negli anni il contributo alla Fondazione non sempre è stato pari a quello statutario: non di meno tale riduzione era motivata da una serie di validi fattori tra cui, a titolo esemplificativo e non esaustivo: a) riduzione degli iscritti alla luce della istituzione del Foro di Napoli Nord; b) presa d’atto di tanto da parte dello stesso CdA; c) approvazione assembleare di tutti i precedenti bilanci ratificante le riduzioni; d) problematica dei canoni. Tutto ciò ha consentito importanti risparmi di gestione senza impedire l’attività della Fondazione. E, soprattutto, grazie al nuovo (approvando) Statuto porterà a meccanismi di trasparenza totale superando lo schema della posta fissa (€ 250mila) che assorbiva ormai oltre un terzo del bilancio e che imponeva un pagamento da pubblico a privato senza alcuna facoltà di controllo sostanziale, cosa non più consentita dalla normativa vigente (questione su cui, tanto per essere chiari, si è generato il conflitto ad inizio consiliatura).

  5. Il contenzioso con il Comune di S. Maria C.V. (risalente a molti anni fa) è richiamato dai Revisori e, per ragioni meramente prudenziali, ha portato al vincolo di circa € 520mila pur potendo affermare che, in caso di transazione, sussistono fondati motivi per ritenere che gli importi saranno significativamente inferiori. Andrebbe semmai ricordato che parte non indifferente delle pretese dell’ente locale scaturisce da un’occupazione contestata senza titolo che ha riguardato anche locali non utilizzati e che il precedente CdA, composto anche da firmatari della nota, avrebbe potuto già restituire molti anni fa con relativo proporzionale abbattimento delle pretese del proprietario.

  6. I residui attivi relativi alla morosità (problema risalente a oltre un decennio) sono una voce tecnica correttamente prevista come tale: è naturale che andrà operata una rivisitazione cui si sta già procedendo ma va ricordato che sino al 2016 la gestione è stata effettuata da Equitalia: in ogni caso, come evidente, l’attivo indiscutibile è amplissimo e costituito da notevole liquidità non vincolata (cfr bilanci pubblicati sul sito). Relativamente al preventivo, è evidente come lo stesso sia condizionato dal fatto che le tasse di questo Ordine siano tra le più basse d’Italia e dalla posta fissa per la Fondazione in attesa del completamento delle modifiche statutarie.

  7. Relativamente alla documentazione ed alle tempistiche, nulla è ascrivibile ad asseriti meriti degli scriventi la nota laddove i tempi e la consegna dei documenti sono tutti, in via tabulare, riferibili all’attività di Tesoriere e Revisori.

  8. In relazione alle dimissioni del CdA della Fondazione essere accusati di fuga dalle responsabilità ha del paradossale. Proprio per assumersele, a condizione della temporaneità dell’impegno, accettammo la sfida di entrare nel meccanismo della Fondazione per comprendere fino in fondo le modifiche necessarie, al di là delle linee guida già auspicate dal COA. E proprio per lasciare aperto il confronto con tutto il Consiglio ed evitare qualsiasi accusa di conflitto di interessi ci si è dimessi offrendo la bozza del nuovo Statuto per la discussione del Consiglio. E’ appena il caso di ricordare che la bozza prevede durata sovrapposta di Fondazione e COA, contributo non fisso ma legato a preventivo revisionato e quadro delle attività, impulso alle attività scientifiche. E con le dimissioni, in ogni caso, si è anche sgombrato il campo dall’idea di rimanere blindati in Fondazione grazie al vigente mandato quinquennale, come invece fatto a suo tempo da chi ci aveva preceduto.

In definitiva, l’invito a votare i bilanci in piena serenità è senz’altro tecnico ma è operato anche nella convinzione che questo Consiglio, sia pure in pochi difficili mesi, ha già raggiunto una serie di risultati richiamati già dalla recente nota del Presidente Avv. Russo e, da ultimo, ha licenziato una proposta di riforma del protocollo delle udienze civili che attende solo l’approvazione della Presidenza del Tribunale e che può così sintetizzarsi: 1) Ampliamento della fasce orarie di 15 minuti cadauna (9-10, 10-11, 11 a seguire). 2) Fissazione, all’interno delle dette fasce, dell’orario per ogni singola causa con apposizione del ruolo di chiamata all’esterno dell’aula e sul sito istituzionale. Si è infatti segnalato come sia urgente evitare il sovraffollamento nei corridoi e favorire una gestione delle udienze fluida e senza imbuti orari (al di là dell’imminente arrivo degli arredi). E’ poi in atto, a parte il costante congiunto lavoro con Camera Penale e Comitato Pari Opportunità, l’ adozione o riforma di molti regolamenti e l’istituzione di quel fondamentale meccanismo di interazione col Foro costituito dalla Commissioni miste. E, naturalmente, con la prosecuzione dell’attività consiliare si tenterà di recuperare un ‘unità ad oggi minata non da esclusioni ma, semmai, da autoesclusioni non sempre comprensibili (esse sì fuga dalle responsabilità). E’ questa la sfida che desideriamo affrontare insieme. -- Renato Iaselli