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"Anche ieri, malgrado l’ormai consueto ostruzionismo  di alcuni consiglieri, il Consiglio ha proceduto nei suoi lavori.  In queste settimane abbiamo inteso evitare una sterile continua polemica con chi, anche

dall’esterno, ha avviato da tempo una campagna spesso sul limite della diffamazione, nella convinzione che alla Classe interessino i risultati e con questi si debba dare risposta: altri continuano nella propria campagna elettorale permanente perseguita persino quando, in maggioranza, non parlavano a nome del Consiglio ma solo di un gruppo." E' il Vice Presidente del COA del Tribunale di S.Maria Capua Vetere,  Avv. Renato IASELLI, che parla da noi interpellato per sentire la sua sull'ultima seduta del Consiglio del 6 Giugno,  e non solo. L'Avv. IASELLI continua:

"Se nelle prossime settimane la Consulta riterrà poi incostituzionali i limiti al “doppio mandato”, contraddicendo le considerazioni delle Sezioni Unite e ritenendo legittimo il carrierismo forense, ne prenderemo serenamente atto lasciando a chi vorrà proseguire questo impegno un dettagliato resoconto di atti e fatti.

Siamo ormai in dirittura d’arrivo per avere, con l’interessamento diretto del presidente avv. Russo e del consigliere avv. Di Fraia, uno dei sistemi informatici penali potenzialmente più avanzati.   E’ poi operativo da un paio di settimane il sistema elettronico tagliacode presso l’Unep, spostato dalla sede di via Santagata, questione che ho potuto seguire con i dirigenti interessati ed il tesoriere: certamente non risolve tutte le criticità ma è un passo in avanti che il Consiglio, sia pure a maggioranza, ha inteso affrontare a proprie spese essendo il sistema di proprietà dell’Ordine.

Il Consiglio, nella seduta del 29.5, sempre a maggioranza, ha avviato, su relazione dell’avv. Puoti, la procedura per richiedere al C.N.F. la possibilità di espletare corsi di recupero per i crediti formativi degli anni passati, venendo così incontro a richieste ed esigenze manifestate da molti Colleghi. 

Parimenti, ha avviato le procedure per affrontare definitivamente la questione delle pregresse morosità, fermo restando ogni previo tentativo bonario con i colleghi interessati.  Nella seduta del 6.6, sempre a maggioranza, su relazione dei consiglieri Gravina e Teodosio,  ha poi deliberato in tema di “equo compenso”, in specie, al di là delle normative nazionali, per offrire un altro strumento nei confronti degli enti locali e delle pubbliche amministrazioni che ancora operano in difformità.

La storica mancanza del collegio dei revisori fu segnalata  in primis dal tesoriere avv. Sadutto, appena insediatasi.

La nomina dei medesimi (la cui assenza in passato mai era stata lamentata da chi all’epoca rivestiva ruoli di direttivo ed oggi critica) da parte della presidenza del Tribunale avvenuta solo poche settimane fa e le procedure successive determineranno uno slittamento dei tempi (che si era cercato di rispettare, con tutti i passaggi condivisi da dodici consiglieri, fin quando non vi è stata nota dei revisori che hanno posto dei quesiti prima di accettare l’incarico) ma, intanto, le bozze sono pronte e si può serenamente anticipare ai Colleghi che il bilancio è sano e l’ente è ottimamente patrimonializzato, fermo restando il principio di pareggio che non consente di programmare in preventivo demagogici sforamenti, come pure incredibilmente richiesto da alcuni consiglieri.

Si riuscirà a mantenere invariate le tasse, tra le più basse d’Italia, certamente della Campania, malgrado la perdita degli iscritti transitati a Napoli Nord e l’aumento di alcuni costi di servizio (difesa d’ufficio, in particolare) e l’aumento dei fondi di sussidio ai Colleghi in difficoltà. 

Malgrado i venti giorni persi in aprile con OdG aventi ad oggetto solo la revoca del vicepresidente e del tesoriere, sarà a breve smaltito ogni arretrato di ordinario potenziando altresì i sistemi informatici essenziali per rendere sempre meno necessaria la presenza fisica dei Colleghi presso l’Ordine ed abbattere i rischi clientelari.

Si è poi deciso di affrontare in modo radicale la spinosa questione della Fondazione, da anni fonte di infinite liti, anche giudiziarie.     

Solo dopo aver preso atto della richiesta a verbale dei consiglieri di minoranza di indicare per la Fondazione nomi di consiglieri dell’Ordine e della loro contemporanea indisponibilità nonché della successiva incoerente indicazione di nomi estranei al COA e in lite giudiziaria con esso, si è ritenuto giusto ed opportuno assumersi la responsabilità (in capo agli avv.ti Russo, Iaselli, Basilica, Sciaudone e Teodosio) per realizzare poche essenziali riforme nel minor tempo possibile, offrire un miglior servizio con minori costi e  rilanciare la Fondazione come un’eccellenza: operate le necessarie modifiche statutarie (perché gli avvocati non debbano più corrispondere somme ad un ente privato senza nulla poter sindacare ed in relazione ad un servizio di natura pubblica), i consiglieri nominati riterranno esaurito il loro compito e la gestione sarà aperta all’Avvocatura tutta. 

Intanto, si prende atto che il CdA uscente, con cui è avvenuto un sereno scambio di consegne, ha lasciato un attivo di conto di circa 65mila euro.

Appare quindi ancor meno comprensibile la forzatura tentata a suo tempo da alcuni consiglieri di insistere ad erogarne altri 150mila ad un CdA in pratica scaduto innescando su questo il reiterato tentativo di revocare il vicepresidente ed il tesoriere, poiché responsabili di  “dissenso”.  Specie se trattasi degli stessi consiglieri che non hanno poi votato in favore di servizi e contributi ai Colleghi per importi ben meno rilevanti.

Nel frattempo, mentre iniziano le procedure di trasferimento delle sezioni civili (tanto più necessario dopo i recenti avvenimenti), si è già concordato con la Presidenza del Tribunale, all’esito, l’imprescindibile necessità di rivedere i protocolli delle udienze civili, specie in relazione alla gestione delle udienze in materia di famiglia e volontaria giurisdizione.

Parimenti si stanno segnalando le disfunzioni causate dal congelamento dei ruoli sia di alcuni togati che di giudici di pace.

In definitiva, al di là di ogni strumentale narrazione, si sta semplicemente cercando di adempiere il mandato per cui si è stati eletti.  Anche a costo di molestie ed ingiurie personali che vari di noi stanno subendo (e che, con altre questioni, saranno affrontate in altre sedi), ma nella serena consapevolezza di svolgere il nostro dovere nell’interesse generale."


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