Erano tre i candidati alla presidenza della Camera Penale del Tribunale di S.Maria Capua Vetere :il Prof.Avv. Camillo IRACE, Alberto BARLETTA e Francesco PETRILLO , in zona Cesarini, però, è venuta meno con tanto

di manifesto esplicativo la candidatura dell’avvocato Camillo IRACE, componente della Commissione Nazionale per le Scuole territoriali, che ha deciso di ritirare la propria candidatura.

Fino a mezzora prima del termine per la presentazione delle candidature era candidato anche l'avv. Alessandro  DIANA che mezzora prima l'ha ritirata e  gli Avvocati Camillo IRACE e Alberto BARLETTA si sono candidati dieci minuti prima dello spirare del termine.

Ma  oggi, ripetiamo, con tanto di manifesto affisso all'interno della sede della Camera Penale ed all'esterno ha esternato le motivazioni del perché si è candidato e del perché poi ha deciso di ritirare la candidatura. «Perché mi sono messo in mezzo ?

perchè non posso sopportare che un’elezione si svolga senza dibattito;

perché so che la disaffezione che tutti lamentiamo verso la struttura associativa, la nostra CAMERA PENALE, è che mancano le idee non le idee ovvie, per quanto alte, ma quelle idee un po’ esagerate che segnano il limite oltre il quale è il folle volo;

perché per l’ampio mare aperto va l’attenzione, la curiosità, la passione; perché il gruppo si mettesse insieme, non per dire “ci piaciamo”, ma per scambiarsi idee;

perché noi candidati (presidenti e consiglieri) ci confrontassimo e tutti sapessero; perché solo se c’è qualcosa da “rappresentare” si diventa rappresentativi; 

perché non dobbiamo impigrirci al confronto sui grandi temi professionali e associativi;

perché si partecipi ai convegni con l’orgoglio di rappresentarci;

perché i Giudici e i Magistrati del Pubblico Ministero siano “messi alla prova”, quotidianamente e sui grandi temi;

perché la nostra Scuola Territoriale, non sia un’ offerta di “dritte”, ma l’acquisizione curiosa della consapevolezza di un metodo;

perché ogni Collega senta nell’altro non solo un possibile concorrente, ma un combattente comune per i diritti di tutti;

perché il gratuito patrocinio, sia il pagamento di un compenso congruo e soddisfacente, per il lavoro fatto in favore di persone povere coinvolte in un processo;

per non chiedere ad altri il riconoscimento della nostra personalità, della nostra storia e del prestigio della nostra Camera Penale;

perché la dignità della nostra professione e di ognuno di noi, possiamo costruirla con la nostra forza.

Infine: perché possiamo essere di ispirazione e di esempio ai Colleghi che iniziano, prendendoli per mano...per fare l’avvocato penalista, con cultura, ironia, leggerezza, fantasia e passione....

Perché questa è la mia vita e so che, se state qui, è anche la vostra.

- Perché mi tolgo di mezzo

c’è una compagine giovane che si propone, che ha bisogno di mettersi alla prova. Auguri, e con qualche emozione, anche al mio Giuseppe».

Questo, se non i dieci comandamenti, è certamente il decalogo-a nostro avviso- che i Colleghi non solo iscritti alla Camera Penale  ma anche tutti gli altri, iscritti al Consiglio dell'Ordine, prima di tutti quelli che ricoprono cariche nonché tutti gli altri  colleghi giovani iscritti   insieme ai meno giovani, dovrebbero tenere a mente in ogni attimo dell'esercizio della professione forense.

Del resto che l'avv. Camillo IRACE fà testo non è una novità per nessuno!Saranno circa duecento i votanti. Lo sentiamo a telefono e ci ribadisce quanto contenuto nel manifesto e ci precisa che il figlio, l'ultimo, quello che porta il nome dell'indimenticabile papà, è ancora un praticante avvocato e, come tale, essendo l'unico candidato è praticamente eletto.