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CARINOLA Sezione Distaccata del Tribunale di S.Maria C.V. Sabato 19 Gennaio 2002 Terza Giornata del Convegno su "Giustizia Onoraria Penale" Moderatore Ermanno Corsi. Presidente Ordine Giornalisti di Napoli

Relatori di Giornata:  Mariano Maffei  Procuratore della Repubblica del Tribunale di S.Maria C.V.    Franco Artemisio      Pres. Coll. B Prima Sez. Penale Corte d’Appello - Napoli   Gary Goglia   Coordinatore Provinciale V.P.O.  Andrea Viggiani   Resp. Regionale Unione Naz. Giudici di Pace    Federico Bisceglie    Magistrato Proc. Rep. Trib. di Nola   Silvio Guarriello  G.I.P. Trib. di S.Maria C.V.   Federico Simoncelli    Avvocato Penalista – Assessore Regionale    Ernesto Aghina     Magistrato Tribunale di Napoli – Com.- Scientifica C.S.M. Stefania Riccio  Coordinatrice dei Giudici di Carinola   Vincenzo Ceraldi Presidente Associazione Avvocati Trib. di Carinola

conv giust onor pen0Dr. Franco ARTEMISIO:
Grazie, io anziché dieci ne utilizzerò cinque, penso, perché -per rispondere all'invito ad essere sinceri- io la legge l'ho letta en passant nei vari... nei pochi ritagli di tempo che ho avuto, quindi farò delle considerazioni alquanto generali che andranno -fra l'altro- fuori dei temi proposti dal moderatore, ai quali francamente non so dare risposte precise.
Dunque, circa gli effetti deflattivi che si è proposto il Legislatore, io penso che difficilmente saranno realizzati: da un lato, scorrendo i reati elencati nella legge, di competenza del Giudice di Pace, sono scarsissime ipotesi, residuali, di difficile realizzazione, come accennava il Procuratore prima; tipo: ci sono il danneggiamento di animali, l'ingresso abusivo nei fondo altrui.

Sono reati di altri tempi che oggi non si verificano più!

E così in campo contravvenzionale, ad esempio: penso ad un reato di cui non conoscevo nemmeno l'esistenza, quale la riffa. Sarebbe l'estrazione di numeri abusivamente, tipo tombola in piazza che oggi non esistono! Così alcune contravvenzioni relative ai rifugi alpini e altri tipi di contravvenzioni del genere.

Quindi, se il Legislatore avesse avuto intenzione di sgravare effettivamente il carico dei Tribunali, avrebbe dovuto -ad esempio- attribuire alla competenza dei conv giust onor pen pubblicoGiudici di Pace i reati urbanistici.

Quando si parla di reato urbanistico, c'è una specie di... si salta sulla sedia, giudicandoli gravi... effettivamente incidono sull'ambiente e sono gravi, però, se noi andiamo a vedere i risultati che ha avuto la magistratura ordinaria nel perseguire reati urbanistici, vediamo che sono praticamente nulli.

I reati urbanistici costituiscono circa il 30 per cento dei carichi dei Tribunali nelle ex Preture e, in Corte d'Appello, in tutte le udienze (dico in tutte le udienze) si trattano reati urbanistici: uno o due alla volta, su un carico di 12-13 processi.

Quindi l'intervento deflattivo sarebbe stato tale se avesse attribuito alla competenza del Giudice onorario questo tipo di reato. Le sanzioni per i reati urbanistici, che oggi applichiamo, sono praticamente inesistenti perché la pena -del resto- dell'ammenda non viene mai eseguita, i reati urbanistici arrivano (in secondo grado, ma anche in primo grado) già prescritti. Quindi -praticamente- c'è una impunità assoluta.

Quindi ritengo che le sanzioni alternative previste dall'art. 52 della legge, opportunamente inasprite, sarebbero state sicuramente più efficaci per la repressione del fenomeno, se connesse ovviamente ad interventi amministrativi seri, che sono gli unici idonei ad estirpare il fenomeno dell'abusivismo edilizio.

Sulla procedura istituita per il funzionamento dei Giudici di Pace, che ho letto -ripeto- molto fugacemente, ho notato che è di difficilissima applicazione, ci sono problemi conv giust onor pen pubblico1gravissimi di preclusione, decadenza, connessione, riunione di processi, e non so come saranno affrontati da Magistrati non di carriere e alle prime armi.

Anche la Polizia Giudiziaria è stata gravata di compiti notevoli estranei alla loro formazione professionale, tipo il decreto di citazione, la formazione del capo di imputazione. Sarebbe stato più semplice adottare il modello anglosassone che il Legislatore aveva previsto ibridamente per il nuovo Codice e magari facendo presentare direttamente l'imputato dalla Polizia Giudiziaria davanti al Giudice senza passare per il decreto di citazione ed altri intoppi procedurali. Io ho trovato molto interessanti le disposizioni del quinto comma relative alla definizione alternativa del procedimento che costituiscono (pare dica: unanimità) assoluta in tema di obbligatorietà dell'azione penale.

Cioè non è che l'azione penale non viene esercitata, però il Giudice può evitare di infliggere la sanzione promuovendo l'archiviazione.

L'applicazione di queste norme costituisce, secondo me, il campo di prova decisivo per la credibilità del nuovo Giudice perché si prestano ad interpretazioni molto arbitrarie. L'altro dato che fa dubitare sulla portata deflattiva della legge è la possibilità di appello davanti al Tribunale.

La possibilità di appello è estesa anche alla parte offesa e finanche ai fini penali; oggi la parte lesa, la parte civile può appellare solamente ai fini civili mentre invece l'art. 38 prevede che la parte offesa possa appellare anche ai fini penali, quindi per ottenere la condanna penale dell'imputato.

Il che comporterà, secondo me, appelli a valanga sia dell'imputato che della parte offesa e quindi i Tribunali saranno investiti delle impugnazioni e il carico di lavoro, secondo me, sarà se non invariato almeno uguale. Io avrei finito, voglio solamente fare un'ultima annotazione: il Procuratore Generale di Napoli nell'ultimo discorso inaugurale dell'anno giudiziario ha giudicato favorevole il lavoro dei Giudici di Pace in campo civile constatando la diminuzione dei carichi in controtendenza rispetto ai dati delle altre Magistrature.

Questo elogio dovrà essere di sprono ai Giudici di Pace che si accingono ad occuparsi della materia penale per bene operare ed ottenere da qui ad un anno una nota di apprezzamento del loro lavoro. Vi ringrazio.

Dr. Ermanno CORSI:

Grazie al dottor Artemisio anche per questa capacità di sintesi che, però, gli ha consentito di esprimere una obiezione che sembra molto importante, non aver compreso i reati urbanistici, e ha citato un dato che è davvero inquietante se pensiamo che il 30% del carico di lavoro delle ex Preture è tutto costituito da reati collegati alle attività edilizie ed urbanistiche.

Ecco, vedete, i confronti ancorché fatti in maniera veloce sono utile quando si porta nella discussione non soltanto la propria cultura ma l'esperienza diretta, quindi sono le voci di dentro che poi danno il senso e la misura di una riforma, di una iniziativa.


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